PERCORSIDISOSTENIBILITA’: Ma quale sostenibilità?

Esistono tanti mondi a questo mondo.

Esistono tanti mondi che riguardano il design.

Ci capita di entrare in contatto con molti di questi: alcuni li sfioriamo, altri li guardiamo a volte li tocchiamo… Poi troviamo un mondo che ci interessa, allora ci soffermiamo e se ne abbiamo voglia lo viviamo.

Vivere un mondo significa entrarci con ogni parte del nostro essere, con ogni fibra del nostro corpo, con entrambi i piedi, le mani, il cuore e la testa.

Il mondo della sostenibilità è uno di quelli che stiamo esplorando.

Ma cosa vuol dire realmente sostenibilità?

Esistono molte sfumature dentro questo mondo, molte sono le vie che hanno un intento comune, quello dello sostenibilità appunto, ma percorrono strade differenti per raggiungerlo.

Proprio per questo dare una definizione univoca sarebbe limitante e poco costruttivo.

Abbracciare un mondo significa anche cogliere queste sfaccettature e imparare a scegliere quale via è la più adatta a noi senza giudicare quelle che non percorriamo ma che stanno percorrendo altre persone.

Per parlare di sostenibilità (perchè ci si può anche divertire mentre siamo sostenibili) facciamo un gioco per capire quale punto di vista proponiamo qui.

La prima sostenibilità che ci viene in mente utilizzando questo termine ha a che fare con l’ambiente, quindi amando i giochi di parole diremo che la sostenibilità sostiene l’ambiente. L’ambiente è il contesto in cui viviamo e che ci permette di vivere per cui la sostenibilità sostiene le persone. Le persone tra loro hanno relazioni, scambi, rapporti sociali insomma, quindi la sostenibilità sostiene la società. La società in cui viviamo è attraversata (badate bene, non dominata) dall’economia, perciò la sostenibilità sostiene l’economia.

L’idea che esce da questo gioco è quello di una sostenibilità complessa, formata da diverse facce che hanno come denominatore comune non la natura ma il benessere delle persone nei diversi momenti della loro esistenza: quando lavorano, quando si incontrano, etc.

E la natura?

La natura e la sua salvaguardia in questa visione non sono il fine ma il mezzo che permette di pensare alle persone, al loro benessere su questa terra.

Ecco quindi che il classico concetto di sostenibilità (quello che si limita ad essere accostato all’ambiente) a cui siamo abituati si trasforma, muta, cambia faccia. Non è il mondo della sostenibilità a mutare, è la prospettiva dal quale lo stiamo guardando.

Maqualedesign possiamo fare da questa prospettiva di sostenibilità?

Quali mondi sostenibili possiamo inventare, scoprire, trasformare?

E come possiamo essere sostenibili nella nostra vita?

La sfida è aperta, chiunque abbia voglia cerchi la sua via e inizi il suo cammino, il mondo non vede l’ora di essere percorso da nuove strade.

Ma non dimentichiamo la cosa fondamentale: sosteniamoci!

S.

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1 commento
  1. Sanni ha detto:

    Io vado con la sostenibilità vernacolare e ci appoggio un design diallettale, partendo dal presupposto che anche da sopra un greppo il punto di vista cambia radicalmente se lo si sta percorrendo in salita o in discesa (a barutli).

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