Sulla terra e sul concetto del qb

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Costruire con la terra è divertente come quando da bambini giocavamo sporcandoci senza pensare a nient’altro che al gioco stesso.
Costruire con la terra è rilassante come stringere tra le mani infinite palline antistress.
Costruire con la terra è sociale come una chiaccherata tra amici.
Costruire con la terra è possibile grazie alla biodiversità delle componenti che la costituiscono.

Dicono che la terra è fatta da grani, almeno questo è il modo in cui la si studia.
A seconda delle grandezze di questi grani le particelle della terra sono suddivise in inerti grandi,sassi; inerti piccoli, sabbia fino alle parti più minuscole: limi e argille.
Ogni famiglia di grani ha caratteristiche diverse sia per forma sia per comportamento: gli inerti, come suggerito dalla parola stessa, sono quelle parti della terra che non cambiano in presenza di acqua, rimangono fermi nella loro composizione, potremmo dire impassibili;  i limi e soprattutto le argille si trasformano come prese da un grande entusiasmo, le argille addirittura si emozionano così tanto da diventare “incollanti”.

Sono le più piccole tra i grani citati sopra, ma sono anche quelle che permettono di legare insieme le diverse parti della terra fino a fare diventare tanti grani distinti una cosa unica e compatta.

Il ruolo di legante giocato dalle piccole e valorose argille è interessante soprattutto unito al ruolo di inerte delle granulose e scricchiolanti sabbie. E’ importante infatti che mentre le argille cerchino di creare legami trovino qualcosa, le sabbie, a cui legarsi e tra cui creare connessioni.

Possiamo pensare alla presenza di argille e sabbie un pò come al concetto dello yin e dello yang: non c’è in assoluto una parte più importante, ma c’è un giusto equilibrio tra due componenti diverse a seconda di quello che si vuole realizzare.
La presenza di sole argille (indicata per certe lavorazioni) o di sole sabbie (indicata in altri contesti) è un’estremizzazione di realtà possibili; spesso di fatto ci troviamo in situazioni in cui ricerchiamo un giusto equilibrio tra le componenti più che l’assoluta purezza di una delle parti.

Nelle costruzioni in terra il ruolo di legante o quello di inerte hanno pari onore e dignità, sono entrambi funzionali alla buona riuscita del progetto. La sfida è cercare di interpretare le diversità dei grani della terra per capire in che modo è meglio usarle allontanandoci dall’idea che non sempre più argilla c’è e meglio è.

Forse, come i vecchi ricettari di cucina, dovremmo riprendere a pensare in qb, quanto basta, l’unità di misura più naturale che ci sia.

 

S.

Postfazione dell’autrice: normalmente in edilizia si tente a parlare di malte specificando il legante che si usa (cemento, calce, argilla, etc) lasciando sottointeso l’uso degli inerti e della granulometria (cioè la grandezza) di quest’ultimi.
Per gli addetti ai lavori, come i muratori, è scontato quanto legante e quanto inerte usare, per chi si approccia a queste lavorazioni essendo specificato comunemente solo il legante si tende a sottovalutare l’importanza degli inerti che giocano però un ruolo decisivo sulla qualità dei risultati.

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